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9 aprile 2007

Riflessive odissee

Nn sapevo che il pomeriggio di Pasqua non ci fossero autobus.
Ore 14, Piazza Garibaldi, area autobus desolatamente vuota. Non voglio scomodare chi è già seduto davanti al brodo, all’affettato, all’agnello (ò piècuro x i napoletani veraci). Mi ricordo del mio passato da maratoneta. Ad esempio di quel Casoria-Mergellina a piedi degno di un keniano della rift valley. Piazza Garibaldi- Casavatore (casa di parenti, sede del pranzo pasquale) saranno 4-5km. Gelindo parte.
Ho visto una Pasqua di cui avevo solo sentito parlare. Portici con coperte di lana e scatoloni a mò di parete divisoria, piedi che spuntano da questi grovigli, una scatola di colomba a mò di comodino..
I cinesi sembrano immuni da ogni minima celebrazione. La loro bancarella c’è sempre, i senegalesi invece mancano. Persino un piccione banchetta con un pezzo di colomba.
Mi allontano dalla zona ferrovia. In piazza Carlo III c'è chi rovista nell'immondizia selezionando abiti che poi dispone sulle aiuole dei giardini pubblici. Auto in sosta ovunque, strade deserte. Qualche vetro rotto da ladri d’autoradio. Africani alle pompe di benzina sostituiscono il titolare, bella idea che x i pasquettomani è cosa buona e giusta anticiparsi. Poco più avanti un cane con collare con sguardo tristissimo, ciotola vuota, solo un dito d’acqua in un piattino. Mi guarda con un’aria che ti viene quasi da portartelo a casa. I semafori lampeggiano, i platani a bordo strada sono stranamente immobili. Un vu-cumprà sotto il sole si appoggia sfinito alle colonne di piazza Capodichino. Auto zero. Gli faccio gli auguri, compro qualcosa. Il mio ricco pranzo mi aspetta. E’ bene ricordarsi di chi c’è fuori. De Gregori ci ha scritto una canzone.




permalink | inviato da il 9/4/2007 alle 0:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


1 aprile 2007

Scherzi della primavera

Ho sempre desiderato una casa con una terrazza o un giardino.
Ogni volta che vado al Decathlon mi fermo ad osservare quei giganteschi canestri o quei tavoli da tennistavolo belli ingombranti e penso che un giorno dovranno essere miei. Mi piacerebbe che i miei ipotetici futuri bambini passino le giornate a giocarci senza rincoglionirsi davanti alla tv o alla play. Che magari mi vengono fuori belli sportivi e a sassant'anni avrò con chi andare a correre o giocare a calcetto. Che la bocciofila non farà sicuramente per me...
Soffro la vita da condominio. Soffro il Leroy Merlin. Perchè immagino quei gazebo, quelle amache, quelle composizioni da giardinaggio a mia completa disposizione. E nel mio appartamentino metropolitano al massimo possono entrarci un tronchetto della felicità o un portariviste di faggio svedese da infilare tra il water e il bidet. E sul mio piccolo balcone le piante sono talmente tante che per prendere un pò di sole dovrei sdraiarmi nel vaso dei gerani prestando attensione a quei perfidi mini cactus dalla forma fallica che mia madre ha piazzato qui e lì tra la vegetazione...
Tutto sto casino per dire che una giornata splendida come quella odierna avrebbe meritato di essere trascorsa così....




permalink | inviato da il 1/4/2007 alle 18:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

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